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20 novembre, 2018

La rivoluzione 4.0 sulla raccolta rifiuti: tecnologia a servizio dell’ambiente

Efficienza, sostenibilità e riciclaggio sono le parole d’ordine della rivoluzione digitale in atto nel settore della raccolta dei rifiuti. In numerosi Paesi europei, e pure in alcune zone d’Italia si sta diffondendo l’installazione di ecocompattatori e cassonetti intelligenti dove conferire lattine e bottiglie di plastica ed ottenere in cambio buoni spesa, anche i singoli utenti possono così cominciare a guadagnare grazie alla raccolta differenziata. Un progetto semplice quanto vantaggioso, il fatto di ottenere infatti un buono spesa in cambio del conferimento di determinati materiali può rappresentare un incentivo importante per evitare che si presentino episodi nei quali il senso civico viene totalmente dimenticato, mi riferisco ovviamente ai numerosi abbandoni di rifiuti che troppo spesso siamo costretti a vedere nelle strade delle nostre città o in luoghi trasformati ingiustamente in discariche abusive a cielo aperto. Alcuni di questi servizi, ma in futuro potrebbero essere molti di più, si trovano nelle vicinanze dei grandi supermercati, eco-point dove il cittadino dopo aver inserito i rifiuti da riciclare (solitamente plastica e vetro) ottengono sia un buono sconto sia dei punti bonus da utilizzare per acquisti successivi presso diversi esercenti che hanno sottoscritto l’iniziativa. Far funzionare la raccolta differenziata può così portare effetti tangibili anche all’economia e ai piccoli esercenti che si trovano così a promuovere le loro attività attraverso questo metodo. All’estero il progetto è realtà da almeno 20 anni, un’occasione per incentivare la raccolta differenziata e, al contempo, un sistema in grado di ribaltare il concetto di rifiuto da costo a risorsa consentendo ai cittadini di risparmiare sulla spesa.

Anche i comuni cassonetti si apprestano a sfruttare l’innovazione tecnologica e a diventare smart, ne è un primo caso quelli della zona Lingotto di Torino. Isole ecologiche informatizzate e telecontrollate che presentano una svolta rispetto al tradizionale riciclo “porta a porta” dal momento che possono essere collocati sul suolo pubblico invece che dentro i condomini, dotati di serratura elettronica con sistema di identificazione dei conferimenti grazie ad una smart card associata ad ogni singolo domicilio. Per utilizzare il cassonetto intelligente l’utente deve, infatti, strisciare nell’apposita fessura la Carta regionale dei servizi (tessera sanitaria) quindi selezionare il tipo di rifiuto che intende conferire, inserendolo successivamente all’interno dello sportello dedicato che si aprirà automaticamente. L’ecoisole, dotate anche di sistema antintrusione, una volta piene avvisano in maniera automatica gli operatori del servizio di nettezza urbana per il loro svuotamento. Tra i maggiori vantaggi del nuovo sistema si presenterebbe certamente il superamento dei limiti territoriali e logistici ed una maggiore responsabilizzazione degli utenti a fronte di una minore occupazione della proprietà privata.

I nuovi cassonetti sono stati ideati, questa volta in forma sperimentale a Milano, anche per accogliere al loro interno rifiuti elettrici ed elettronici, i cosiddetti RAEE, che proprio in questi giorni hanno subito particolari cambiamenti di conferimento a seguito della nuova normativa. A partire dal 15 agosto, infatti, è entrato in vigore l’Open Scope, ovvero l’ampliamento delle categorie di prodotti a cui si applicherà la normativa sui RAEE. Si tratta di un cambio di paradigma, contenuto nel D.Lgs 49 del 2014, che include nel comparto dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche oggetti prima esclusi come chiavette USB o fusibili. La misura riguarda tutte le apparecchiature elettriche per le quali la legge non prevede un’esplicita esclusione e, secondo le previsioni, dovrebbe portare al raddoppio dei rifiuti da gestire nel comparto. Un progetto quello milanese che vuole non solamente incrementare la raccolta dei RAEE in città, ma anche incentivare la diffusione di una sempre maggiore cultura ecologica: cellulari, telecomandi, tablet non più funzionanti sono i rifiuti elettronici più difficili da intercettare a tal punto che solamente poco più del 20% segue un corretto percorso di raccolta e recupero. Eppure sono prodotti riciclabili fino a oltre il 90% del loro peso. L’idea dell’ecoisola tecnologica offre così ai cittadini una possibilità in più per conferirli in modo corretto. Pur vero è che non basta l’impegno delle Istituzioni né l’uso delle nuove tecnologie, anche se ovviamente diventa sempre più fondamentale, se poi da parte della cittadinanza non c’è un impegno preciso ed una sensibilità forte alle tematiche ambientali.

Solo in Irlanda invece, per ora, cominciano a farsi piede i primi cassonetti per i rifiuti autocompattanti, alimentati ad energia solare e connessi alla rete. Il pannello solare serve ad alimentare una batteria interna che fornisce l’alimentazione a tutto il compattatore e si attiva, solo quando due sensori avvertono che i rifiuti hanno raggiunto un certo livello, esercitando una forza di 5,3 kN ed aumentando così la capacità effettiva del contenitore ad un minimo di 606 litri equivalenti, da sei a otto volte più dello spazio fisico dei vecchi cassonetti non compattati. Un successo sorprendente fin dal 2014, data di inizio della sperimentazione, che ha visto la capacità di raccolta del sistema aumentata da circa 45.000 ad oltre 250.000 litri (a fronte di 500 cassonetti tradizionali sostituiti con 421 del nuovo tipo) e una riduzione del 75% dei costi di flotta e del 60% del personale.

Quelle fino a qui descritte sono solo alcune delle evoluzioni tecnologiche che si apprestano a rendere ancor più evidente la rivoluzione digitale della raccolta rifiuti, senza dubbio uno degli ambiti più sfidanti in termini di efficienza e sostenibilità. Nuove ed inedite opportunità di sviluppo si stanno, infatti, affacciando sul mercato, soprattutto rispetto al riciclaggio, e gli operatori sembrano sempre più decisi ad accaparrarsi ogni singolo vantaggio. O almeno questo è quanto esce fuori dallo studio intitolato The Impact of Digital Transformation on the Waste Recycling Industry, realizzato da Frost&Sullivan. Il mercato globale della gestione smart di carta, vetro, plastica e degli altri scarti delle nostre vite quotidiane, secondo gli analisti, è infatti destinato a toccare numeri importanti nel prossimo triennio. Una nicchia di mercato sempre più grande, mossa in particolare modo da IoT ed economia circolare, che genererà entro il 2020 qualcosa come 3,6 miliardi di dollari di ricavi. Dalla tracciabilità dei dati sui rifiuti, ai cassonetti intelligenti ed allo smistamento robotizzato, la rivoluzione 4.0 sulla raccolta rifiuti è in avvio già adesso. 

Alberto Azario