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21 febbraio, 2020

Euro Green Deal: verso un’Europa a emissioni zero

L’Europa ha, finalmente, varato il suo Green Deal e, secondo quanto detto in Commissione Europea il 14 gennaio 2020, il chiaro obiettivo a cui si vuole aspirare è quello di diventare il primo continente climaticamente neutrale, ossia a impatto zero dal punto di vista ambientale.

Rispetto e tutela dell’ambiente: nello svolgimento della propria attività, il Gruppo agisce in modo da minimizzare il suo impatto ambientale. Inoltre, considerando l’ambiente come patrimonio inviolabile dell’umanità, di cui ciascuno è responsabile, il Gruppo si adopera per contribuire alla sua tutela e alla sua valorizzazione”. Così recita, sotto la voce “Valori Guida”, il nostro Codice Etico di Greenthesis, stilato nella forma corrente nel 2011. Considerando questo, non possiamo che accogliere con rinnovata fiducia, speranza e determinazione la sfida che l’Europa lancia ai singoli Stati Membri e alle loro economie.

In base alle informazioni rilasciate dalla Commissione Europea il 14 febbraio scorso, i principali obiettivi del piano di investimenti che è stato approvato sono 3:

  • incrementare i finanziamenti mobilitando almeno 1.000 miliardi di euro in vista di investimenti sostenibili nel corso del prossimo decennio;
  • creare un quadro tale da consentire facilmente ai privati e al settore pubblico di effettuare investimenti sostenibili;
  • fornire supporto alle amministrazioni pubbliche e ai promotori dei progetti ai fini dell'individuazione, della strutturazione e dell'esecuzione di progetti sostenibili. [1]

Per iniziare il percorso transazionale verso un’Europa a impatto zero, è necessario quindi che si mobilitino tutti i settori dell’economia. Decarbonizzare il settore energetico, sviluppare politiche per incentivare l’incremento delle industrie sostenibili, ristrutturare i vecchi edifici, e costruirne di nuovi, che siano ecosostenibili e introdurre nuove forme di trasporto, sia pubblico che privato, più sane ed economiche, sono i punti di partenza individuati dall’Europa [2].

Come riuscire a mobilitare la quantità di fondi per un così ambizioso progetto?

Chiaramente il bilancio UE da solo non poteva essere sufficiente, ragion per cui è stato istituito un programma di raccolta di fondi sia pubblici che privati, InvestEU, che servirà da garanzia di bilancio per consentire alla BEI (Banca Europea per gli Investimenti) e ad altri partner di investire in operazioni a maggior rischio attirando investitori privati [3].

Ma, affinché questi fondi vengano impiegati sapientemente, è stato necessario istituire il Just Transition Fund (ossia Fondo per la Transazione Equa) che si occuperà proprio di garantire una distribuzione il più giusta possibile tra tutti gli Stati membri.

Secondo le stime, sembra che la cifra che arriverà nelle casse italiane sia di circa 400 milioni di euro (somma che è in linea con quelle stanziate per Francia e Spagna), ma ogni paese dovrà singolarmente presentare un piano ben strutturato da sottoporre all’Europa affinché le proposte infrastrutturali pervenute possano essere approvate dall’esecutivo europeo per poi diventare operative.

Proprio in relazione alla nostra situazione nazionale, anche Joseph Stiglitz, premio Nobel per l’economia nel 2001, economista tra i più euroscettici in ambito progressista, si è espresso e ha salutato con favore i recenti provvedimenti europei. In un’intervista rilasciata per La Stampa e riportata dall’AGI, ha dichiarato che, proprio il fatto che servano miliardi di euro per realizzare gli ambiziosi progetti ambientalisti stabiliti in Commissione, renderà “necessaria una maggiore flessibilità di bilancio, consentendo finalmente gli stimoli per la crescita di cui il vostro paese aveva bisogno da anni”. E, allargando il tiro, ha aggiunto che “è una scelta sensata, perché non punta solo all’obiettivo di ripulire l’ambiente e contrastare i cambiamenti climatici, ma promette di creare una nuova economia” [4].

Vorrei concludere mettendo in luce tre punti che riguardano direttamente il Gruppo Greenthesis di cui sono orgogliosamente Presidente.

In primo luogo, avendo un’esperienza trentennale nell’ambito del trattamento dei rifiuti, del loro recupero e riciclo per reimmettere nel circuito produttivo materie prime secondarie o per produrre energia, e più in generale nella cura e nell’attenzione verso l’ambiente, sposiamo in pieno la creazione di un piano di investimenti per un’industria e, più in generale, un sistema che sia ogni giorno sempre più sostenibile.

In secondo luogo, sottolineo che abbiamo sempre spinto a livello istituzionale affinché le tematiche green fossero all’ordine del giorno nell’agenda nazionale italiana e siamo felici di vedere che quello in cui noi abbiamo sempre creduto e investito sia adesso un valore più ampiamente condiviso e riconosciuto.

Infine, crediamo che una vera spinta verso un mondo più sostenibile sia possibile solo con la responsabilizzazione e il coinvolgimento di tutti, dal legislatore alle industrie e alla distribuzione, dalle istituzioni al singolo cittadino. A tal fine il nostro Gruppo ha realizzato il corso “A scuola di Economia Circolare”, progetto educativo che ha ricevuto il patrocinio sia del Ministero dell’Ambiente e tutela del territorio e del mare sia di Confindustria Cisambiente. Il Corso è accessibile sui portali www.scuola.net, dedicato a iniziative gratuite di didattica, e www.sofia.istruzione.it, piattaforma on line del MIUR.

Come recita il nostro claim: “Think Green, Act Smart”. Da oggi ancor di più.

Alberto Azario


[1] https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/qanda_20_24

[2] https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/fs_19_6714

[3] Su questo link è possibile consultare l’infografica che razionalizza visivamente la provenienza del denaro stanziato: https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/qanda_20_24

[4] https://www.agi.it/economia/joseph_stiglitz_green_new_deal-6932124/news/2020-01-23/